In riferimento alla vicenda del
caro-tasse
universitario il coordinamento dei collettivi catanesi riteniamo
opportuno esprimere il proprio dissenso su come è stato trattato
il
problema dagli organi competenti dell’ Ateneo. E’ paradossale che
senatori accademici e perfino il rettore Latteri in questi giorni
sostengano, in interviste e comunicati stampa, di aver risolto tutti i
problemi attinenti alle tasse, quando nella realtà i problemi
sono
stati causati proprio dalla cattiva gestione di questi organi. Le
cosiddette decisioni riparatorie prese riguardo alle cartelle pazze non
sono niente più che un atto dovuto nei confronti degli
studenti-contribuenti. Infatti, la modernizzazione tanto sbandierata
dal rettore, che consiste soltanto nel dover presentare il modulo
on-line per far risparmiare l’università, in realtà, non
solo ci ha
costretti a fare ugualmente lunghe file in segreteria, ma ha portato
duemila studenti ad inviare domande di iscrizione errate. Sono stati
questi numerosissimi errori di calcolo ed i conseguenti bollettini con
cifre astronomiche che gli studenti si sono visti recapitare che hanno
portato molti a pensare che le tasse erano state notevolmente aumentate.
Per questo abbiamo indetto il presidio
di giorno
11marzo, a seguito del quale l’amministrazione universitaria ha ammesso
i propri errori di calcolo ed approntato procedure per verificare i
bollettini esorbitanti. Ed ha prorogato il termine per verificare gli
errori commessi dagli studenti nel presentare le dichiarazioni, fino al
21 aprile.
Riteniamo poco serio il comportamento dei
rappresentanti degli
studenti al senato ed all’amministrazione che hanno mascherato fino
all’ultimo il problema accusando noi, che abbiamo avviato una campagna
di informazione degli studenti, di voler strumentalizzare la questione
affermando che problemi di tale portata vanno risolti solo nelle sedi
istituzionali. Purtroppo fin quando non si sono mossi gli studenti
nessun rappresentante ha preso in considerazione il problema. In oltre
Senato Accademico ha completamente ignorato la petizione sottoscritta
da mille studenti per il ritorno al vecchio sistema contributivo, il
quale teneva in considerazione sin dalla prima rata l’appartenenza ad
una classe di merito e di reddito, permettendo così alle
famiglie a
basso reddito di risparmiare notevoli somme per l’iscrizione
all’università. Considerato tutto ciò, il discorso sulle
tasse per noi
è tutt’altro che chiuso, non solo perché pretendiamo una
pronuncia del
Senato sulla petizione ma anche perché radicalmente contestiamo
l’attuale sistema di fasciazione,che essendo diviso in solo 5 fasce
finisce per inglobare in una sola