Quest’anno è stato imposto agli studenti un prestito all’università attraverso un unico bollettino, uguale per tutti, di 250 euro. Sebbene la riforma zecchino impone dei costi, non bisogna farli gravare sugli studenti. In particolare questo sistema contributivo danneggia le fasce economicamente più debole, infatti uno studio appartenente alla prima classe I fascia di reddito (infe.15000 euro) e alla I classe di merito ha già versato 177 euro in più rispetto all’anno passato . Questo sur plus dovrà essere detratto nella seconda rata, peccato che lo studente appartenente alla prima fascia non paga la seconda rata, quindi aspetterà il rimborso, che con i tempi della pubblica amministrazione non tarderà ad arrivare (prima di 18 mesi).
Va sottolineato come non siano stati previsti correttivi per famiglie che hanno più figli studenti universitari. La situazione si complica ancora di più per gli studenti fuorisede alle prese con caro vita e caro alloggi.
Le scelte fatte mirano all’esclusione delle fasce più deboli e quindi alla formazione di una università elitaria in palese contrasto con l’art. 34 comma 3 della costituzione che garantisce accesso ai gradi più alti dell’istruzione ai meritevoli anche se privi di mezzi. Da un lato l’università impone agli studenti i suoi costi, dall’altro riduce proprio quei servizi (mensa, casa dello studente, borse di studio) che permettono a chi è privo di mezzi di restare all’interno dell’università. Quest’anno si è arrivati all’assurdo risparmiando anche sulla carta dei moduli e delle guide all’iscrizione che non sono state spediti. L’esclusione delle fasce più deboli parte dalla riforma Zecchino, che richiede allo studente dei ritmi di studio frenetici se non alienanti non soltanto con l’accumulazione dei crediti, ma anche attraverso un obbligo di frequenza ufficioso quando non espressamente richiesto, e peggiora con la riforma Moratti.
E’ ancora più svantaggioso la condizione di uno studente che deve mantenersi gli studi lavorando per il rischio di restare indietro. Così l’università, che dovrebbe il luogo di formazione e di cultura diventa azienda, se hai abbastanza soldi compri il prodotto migliore, altrimenti rimani escluso. Come studenti dell’ateneo catanese presentiamo questa petizione per ripristinare il vecchio sistema contributivo e rendere effettiva l’iscrizione on-line senza dover andare n segreteria.
Invitiamo il rettore
A non ripetere il prestito forzato nella seconda rata.
Scongiurare eventuali aumenti delle tasse
Aggiornare il sistema contributivo aumentando ad es. il numero di fasce ( a Roma-La Sapienza sono 12)
Pensiamo che questo sia il minimo per un’università pubblica, di massa e di qualità.