«Semplicemente il vostro parlare sia SI quando è SI e No quando è No, tutto il resto viene dal maligno (Matteo - 5,37)» Noi, cristiane delle Comunità di Base e del gruppo di Teologia al Femminile, il 12 giugno andremo a votare. Ci troviamo infatti di fronte ad una legge che, se dovesse rimanere così come è stata concepita, costringerebbe l'intera popolazione italiana a rispettare delle norme che non sono frutto, come dovrebbero, della ricerca di soluzioni condivise che tutelino le persone i cui corpi sono in gioco. Questa legge infatti sembra preoccupata solo di stabilire in termini totalmente astratti come vada tutelata la "vita" ed esprime una visione etica di parte che si traduce in limitazioni autoritarie della libertà individuale e della libertà di ricerca scientifica, ma non tiene in alcun conto la salute fisica e psichica dei soggetti coinvolti e in particolare della donna. Oggi prendiamo la parola come donne e uomini delle comunità cristiane di base dopo le ripetute prese di posizione della gerarchia cattolica italiana. Molte autorità ecclesiastiche infatti, partendo dall'idea che sia giusto porre la propria morale a fondamento della legge dello stato, ma dimenticando che in Italia vivono molte/i cittadine/i che non si riconoscono in questa fede, invitano ad astenersi dalla votazione al fine di far fallire i referendum con il mancato raggiungimento del quorum. Ci viene spontaneo chiederci: che cosa significa allora vivere in uno stato laico? E poi non possiamo evitare di porci altre domande: E' cristiano rifiutare alle persone sterili di avere figli, quando sarebbe possibile dare un aiuto ad una maternità e paternità desiderata ma difficile? E' giustificato un atteggiamento repressivo e punitivo nei confronti delle donne che ricorrono alla fecondazione imponendo limiti all'impianto degli ovuli fecondati e l'accettazione di embrioni con gravi malformazioni accertate? Per secoli le donne sono state tenute in considerazione solo in quanto capaci di generare e ancora oggi la maternità spesso è vissuta come necessità e come destino; della paternità si potrebbero dire cose analoghe, almeno nel nostro paese. Noi non condividiamo tale punto di vista, per noi la generatività non va intesa in senso letterale, a noi piace ricordare le parole che Gesù in croce rivolge a Giovanni e Maria: "Ecco, questa è tua madre, ecco questo è tuo figlio" o l'altra frase: "Colui che fa la volontà del Padre mio, questi è per me madre, fratello e sorella". Ma questa nostra convinzione non c'impedisce di vedere i volti delle persone reali. Non è imponendo un'etica di parte attraverso la legge che si realizza la "tutela della vita". Essa si realizza attraverso la generazione di una società più umana che non appiattisce le donne in ruoli stereotipati, che non spinge gli uomini gli uni contro gli altri nell'inseguimento di un'improbabile carriera che produca ricchezza. Con quale legittimità si vuole da una parte imporre "la tutela della vita" al suo stadio embrionale e dall'altra riproporre la guerra come strumento di regolamento dei rapporti internazionali? La legge parla di personalità giuridica dell'embrione, questo avrà – sicuramente – una ricaduta sulla legge 194 che, ben lontana dall'affermare il diritto all'aborto, tutela l'interruzione della gravidanza all'interno di un quadro di informazione e formazione (attraverso i consultori) alla genitorialità responsabile. Nella legge 40, al divieto delle analisi sull'embrione prima dell'impianto nell'utero della donna, viene opposta, nel caso della possibilità di trasmissione di malattie genetiche, l'ipocrita possibilità di abortire, "rimedio" che, pur applicando quanto previsto dalla legge 194, è sempre una pratica notoriamente più invasiva e traumatica. Inoltre, se l'embrione acquisisce personalità giuridica, sarà forse necessario mettere sotto tutela il corpo della donna? Se una donna lavoratrice subisce un "aborto bianco" (frutto delle condizioni di lavoro in cui è costretta) sarà colpa sua o dell'impresa presso cui è occupata? E' risaputo, d'altra parte, che anche in natura molti embrioni si sfaldano naturalmente prima di impiantarsi stabilmente nell'utero: quale status avranno? Si dovrà riformare l'articolo del codice civile sulla persona? La Chiesa italiana si pronuncia oggi dopo che i primi nati con la fecondazione assistita – omologa ed eterologa - vanno all'università e sono milioni nel mondo: come si pone nei loro confronti? e nei confronti di quei paesi che hanno legiferato in altro modo, in particolare nei confronti delle leggi europee che sempre più dovrebbero assimilarsi fra loro? Scomunicherà chi, potendo, andrà all'estero? Sappiamo che, nel caso di abrogazione degli articoli della legge 40 attraverso il SI ai quesiti referendari, la ricerca di nuove regole condivise dovrà fare i conti con acquisizioni ed interrogativi della comunità scientifica e di quella giuridica ma innanzitutto dovrà, finalmente, prendere atto del patrimonio di riflessione che viene dai luoghi delle donne e ad esse rispondere, non solo tutelando la loro salute ma salvaguardando il principio all'autodeterminazione scritto innanzitutto nella legge 194. Potrà essere un primo passo verso una democrazia compiuta, che assuma cioè la dualità dei soggetti della cittadinanza in un confronto aperto e senza principi superiori imposti dall'alto. Per questo voteremo sì, per questo v'invitiamo ad andare a votare. Gruppi donne delle Comunità cristiane di Base e gruppo Thea Margherita Hack: "Uniti a favore del sì, contro una legge iniqua e medievale "Uniti a favore del sì, contro una legge iniqua e medievale «Invito tutti i cittadini, e soprattutto le donne, a ricordare l´appuntamento dei referendum sulla fecondazione assistita, referendum contro una legge iniqua e medievale». Le parole sono dell´astrofisica Margherita Hack, tra le figure più importanti del panorama scientifico italiano e internazionale. La Hack, da pochi giorni consigliere regionale in Lombardia (Pdci), si era già impegnata attivamente nel periodo della raccolta firme a favore dei referendum e torna all´attacco contro la legge 40: «Si tratta di una legge antiscientifica, perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che potrebbero guarire enormi malattie, e di una legge liberticida, perché incide sulla libertà più intima dei cittadini, in particolare delle donne. Inoltre, non si può imporre la morale cattolica a tutti i credenti e non credenti. Per questo, va assolutamente cancellata». La Hack commenta, inoltre, lo slittamento dell´appuntamento referendario al 12 giugno, ultima domenica utile per il voto: «Un modo di fare subdolo. È evidente che cercano di non far raggiungere il quorum». E a chi sostiene che bisogna boicottare i referendum perché chiamano la gente comune a esprimersi su materie troppo complicate, l´astrofisica replica duramente: «Ma figuriamoci! È una cosa talmente ovvia, invece. Qui si parla della salute e della libertà di avere figli. Mi pare sia una cosa che tocca la gente da vicino, nel suo intimo, e mi pare che chiunque la possa capire». Infine, un appello a tutti gli uomini e le donne di scienza a sostenere la causa del comitato per il sì ai referendum: «Penso che sia doveroso appoggiare il comitato. Io l´ho fatto fin dall´inizio. È nostro dovere contrastare una legge che va contro la scienza e la libertà». http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.clonline.org/ie/Pages/Archives_files/Religious_Sense_Meeting_files/image002.jpg&imgrefurl=http://www.clonline.org/ie/Pages/Archives_files/Religious_Sense_Meeting.html&h=112&w=154&sz=4&tbnid=XX8jWu9h4xIJ:&tbnh=66&tbnw=91&hl=it&start=18&prev=/images%3Fq%3Dgiancarlo%2Bcesana%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%26sa%3DG http://www.clonline.org/articoli/ita/gc_fecondaz.htm http://www.radioradicale.it/approfondimento_cattolici_si/ http://www.adista.it/referendum/default.asp